È passato un anno. Un anno che ci ha fatto riscoprire più deboli, più insicuri. Ma ci ha fatto anche riscoprire più forti, più sicuri. In effetti, l’essere umano è un ossimoro vivente. Ogni tanto ce ne dimentichiamo e nel buio dell’incertezza ce ne ricordiamo improvvisamente. E ci ricordiamo che non è così sicuro che cosa sia buio e che cosa sia luce, che non è così chiaro che cosa sia scuro.

Un giorno ci siamo ritrovati chiusi, distanti, smarriti. Lo smarrimento è pervenuto come l’onda lunga dell’agio, che è infine giunta a riva. Nella bambagia, l’essere umano, come il signorino soddisfatto di Ortega, ha improvvisamente scoperto che la sicurezza era un’illusione. E ha scoperto quanto i postumi della sbronza più stordente, quella da delirio di onnipotenza, fossero tremendamente disorientanti. Non basterà dormirci su una lunga notte di oblio, come un colpo di spugna su una lavagna trasformatasi improvvisamente in specchio, per provare ad essere un po’ meno arroganti e superbi.

Ma queste brevi righe non sono, magrittianamente, un editoriale. Sono un memorandum dell’essenza dell’etica: ethos è abitare il mondo, abitarlo insieme. Etica-mente è stato un progetto nato così, per tentare di abitare ancora il mondo, nonostante le chiusure, gli isolamenti, i distanziamenti. Ed è ethos perché convoglia senso di comunità, spirito di partecipazione, proselitismo di esistenze e prospettive. Mondi che si sono incontrati, per caso, per un incidente, come la vita su di un pianeta. Siamo stati noi stessi dei pianeti che hanno iniziato ad orbitare insieme. Siamo planetes asteres, stelle vagabonde. Le stelle vagabonde sono vite nomadi, esistenze migranti, aperte. Ogni tanto, per colpa di un virus, di una guerra, proviamo a chiudere le stelle. Ma scopriamo che, anche chiuse, le stelle fanno ancora luce; e così il buio non è mai troppo buio.

Allora buon compleanno Etica-mente! Grazie a chi ha dedicato il suo tempo finora e grazie di cuore a chi ha voluto dedicare alcune sue parole a questo evento.

Massimo Vittorio


Maria Emanuela Randazzo

È trascorso un anno, un anno di cambiamenti, un anno che ha profondamente modificato il nostro modo di vivere, di relazionarci, di progettare e di provare sentimenti. 

L’epoca del digitale ha conosciuto la paura e l’incertezza (come ogni epoca storica precedente). Un’altra realtà è subentrata. Una realtà costituita da silenzi, assenze, attese. La contemporaneità si è svegliata: ha concepito che, nonostante l’elevata tecnicizzazione, l’umano resterà sempre una creatura sostanzialmente fragile. 

Il periodico che è stato ideato, frutto di scambi ed anime diverse, è emblema delle speranze profuse, della collaborazione, dello spirito comunitario ed “umano” investito di contro alle sistematiche chiusure, alle sospensioni delle attività dovute alla diffusione epidemica.

Questo Magazine è stato paradigmatica voce della storia dell’essere umano: un essere che ha saputo sempre destreggiarsi con le sue sole forze, che ha abbattuto ogni difficoltà. 

La rivista è divenuta barlume, faro di sogni. Grazie ai contributi teoretici offerti agli ambiti del cinema, del teatro, della musica, della poesia, della tecnica, dell’arte, della politica, dell’ambiente si è potuto avviare questo progetto che risulta anche spazio di “discussione” ma, soprattutto, di riflessione. 

Il blog è stato arricchito di storia, di esperienze, vite. Il blog è stato arricchito di “filosofia”: quell’amore per la sapienza che non conosce ostacoli, che mai si è fermato e mai si fermerà.

Abbiamo tratto un’opportunità da questo periodo di sconvolgimenti mondiali dal punto di vista economico-politico nonché, principalmente, delicato dal punto di vista sanitario. Abbiamo creduto, pertanto creato. E non c’è più bella cosa al mondo della creazione. Abbiamo dato forma e colore venusiano ad un’idea che si è poi declinata in numerosissime idee. 

Siamo entrati nelle case, abbiamo voluto abbattere le distanze e comunicare, divulgare. Abbiamo voluto aprire una finestra facendo filtrare la luce al fine di rischiarare le “tenebre”. Gli animi erano spaesati, l’ansia si diffondeva, il panico ottenebrava le menti. La tragicità dell’esistenza si rivelava in tutta la sua forza. Il tasso di mortalità cresceva: noi abbiamo voluto lasciare una traccia, creando. Abbiamo contrapposto Eros a Thanatos.

È dalla creazione che nasce e si genera il tutto, la molteplicità, la vita, l’essere e, non a caso, questa rivista tratta proprio delle esistenze. Molteplici esistenze possono anche esser vissute pur rimanendo nello stesso luogo: noi ne siamo stati testimoni. 

Etica-mente: il magazine di filosofie ed esistenze.


Veronica Pisana

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Vorrei iniziare il racconto sulla nostra esperienza vissuta all’interno del mondo di Etica-mente, partendo da questi versi molto famosi di De Andrè, che secondo me racchiudono il senso più profondo della nascita del blog. Etica-mente, infatti, nasce in un momento storico ben preciso: un mese dopo, circa, la dichiarazione di lockdown totale in tutta Italia da parte del Presidente del Consiglio. Un mese durante il quale abbiamo dovuto stravolgere le nostre abitudini, i nostri frenetici ritmi quotidiani, la nostra vita: tutto si è fermato. All’improvviso. Ci siamo ritrovati senza il terreno sotto i piedi. Ci siamo persi all’interno delle nostre stesse case. 

Dopo l’impatto iniziale, però, come ogni destabilizzante cambiamento che colpisce l’essere umano, ne abbiamo fatto un’ abitudine. E ci siamo ritrovati. La paura e lo sconforto sui nostri volti si sono tramutati in bellissimi arcobaleni appesi fuori dalle nostre porte: “Andrà tutto bene”. Ed è proprio qui che si inserisce la nascita del blog, proprio nel mezzo, tra lo sconforto e un bellissimo arcobaleno, ci sta la speranza. Speranza che avevamo smarrito in qualche cassetto traboccante, oppure sotto qualche coperta troppo pesante. 

La realtà di Etica-mente viene al mondo in punta di piedi, senza fare rumore e forse è proprio questa sua peculiarità che ci ha attratto tanto a sé: l’umiltà che ci sta dietro. Ci siamo sentiti sin dall’inizio immersi in un luogo familiare, fatto di parole, poesia, libri, sguardi sul mondo, prospettive divergenti, musica, arte, vita. Ed era la vita, appunto, quella che da un mese ci mancava di più. 

Scrivere per Etica-mente, acquisire le competenze tecniche per farlo, divorare libri a causa della foga di pubblicare un nuovo post, ragionare criticamente su quel pezzo di mondo che avevamo deciso di sviscerare, la scelta delle immagini, andare oltre le mura di reclusione… è stato un viaggio, un viaggio morale. Nonostante le avversità, le insicurezze, questo percorso ci ha portato soddisfazioni, crescita personale, ma soprattutto è stato un luogo-non-luogo dove poterci sentire di nuovo insieme, vicini, come non potevamo esserlo fisicamente. 

Credi che questo sia capitato soltanto a te e ti meravigli come di una cosa straordinaria che, nonostante le tue preregrinazioni così lunghe e tanti cambiamenti di località, non ti sei scrollato di dosso la tristezza e il peso che opprimono la tua mente? Devi cambiare d’animo, non di cielo.

Seneca, Epistulae Morales ad Lucilium, XXVIII. Milano: Mondadori, 1995.

Etica-mente è la concretizzazione delle parole di Seneca a Lucilio, ovvero di come sia possibile “cambiare d’animo” senza la necessità di dover cambiare “di cielo”, nel nostro specifico caso, a maggior ragione, essendone impossibilitati. 

Adesso, dopo un anno, Etica-mente è molto più di un semplice blog. Da magazine a rivista, cresce ogni giorno di più grazie all’impegno costante e continuo di chi per primo ci ha creduto e ci ha lavorato duramente, di chi ha reso questa realtà possibile e ci ha coinvolti senza esitazione. Grazie a chi ci ha dato fiducia e la possibilità di metterci in gioco in un periodo di grande crisi. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”: se da un periodo così buio e negativo è riuscito a venire alla vita qualcosa, significa che esso sarà forte. Questo il mio augurio per Etica-mente. Di continuare ad essere forte, di non smettere di coltivare idee e visioni critiche sul mondo, di farci stupire ancora tutti quanti, giorno per giorno, per la bellezza della cultura, qualsiasi forma essa assuma. 


Simona Lorenzano

All’improvviso tutto il mondo si è fermato. Tutti abbiamo interrotto le nostre quotidiane corse frenetiche in giro per le strade e i luoghi fisici per “chiuderci a casa”: compare così per la prima volta nelle nostre vite una parola che ha assunto un significato particolare, “lockdown”. Ci siamo sentiti isolati sì, ma super connessi virtualmente con gli altri. Ognuno di noi è diventato un isolato insieme a tanti altri isolati e, insieme, abbiamo creato una nuova dimensione d’incontro che esiste ma non è concreta, lontana ma al contempo vicina. È proprio all’interno di questa nuova dimensione d’incontro che nasce Etica-mente. 

Etica-mente è stato il frutto di un momento in cui in molti abbiamo creduto che il fermarsi non doveva necessariamente coincidere con un arresto negativo. Fermarsi può anche significare fermarsi a pensare, a riflettere sul già visto per capire come possiamo migliorarlo e curarlo. Fermarsi può significare anche imparare ad apprezzare il silenzio o quella quiete che spinge a guardare la realtà da un’altra prospettiva. La prospettiva di un uomo molto meno invincibile di quanto pensavamo: a metterlo in crisi basta un minuscolo virus. 

L’invito di Etica-mente è stato quello di provare a setacciare e tirare fuori il meglio di noi stessi per tradurlo in parole, parole per l’altro. Abbiamo cominciato così a scrivere i primi post. Nei nostri cuori forse c’erano emozioni e speranze simili a quelle che Mario Luzi racchiude in questa poesia: 

Vola alta, parola, cresci in profondità,
tocca nadir e zenith della tua significazione,
giacché talvolta lo puoi – sogno che la cosa esclami
nel buio della mente –
però non separarti da me, non arrivare,
ti prego, a quel celestiale appuntamento
da sola, senza il caldo di me
o almeno il mio ricordo, sii
luce, non disabitata trasparenza …
La cosa e la sua anima? O la mia e la sua sofferenza?


M. Luzi, Vola alta parola, in Per il battesimo dei nostri frammenti. Milano: Garzanti, 1985. 

Etica-mente è nato in un momento in cui le parole erano troppe. Parole che facevano troppo rumore, un rumore tanto, troppo pauroso. Raccontava del numero dei morti, di un virus inarrestabile, inattaccabile che si spandeva velocemente nel mondo cogliendo tutti impreparati. Parole, parole, parole che rimbombavano dai giornali ai tg, dai giornali online ai post sui social, dai social alle bocche delle persone vicine, dalle bocche alle teste piene di parole rumorose, pesanti, ansiose e colme di dolore.  Parole incalzanti, senza soluzione di continuità, senza sosta, senza pausa. Se nella musica per comporre una melodia è necessario alternare le note al silenzio, quella che noi tutti sentivamo non era una melodia ma un rumore di fondo continuo e incessante.

In questo periodo di grande rumore, di chiacchiere dettate dalla voglia di riempire il vuoto della paura, Etica-mente si è aperto come il luogo della parola scelta con cura. Sì, perché la cura è proprio una delle cose che sta dietro ad ogni post pubblicato. La cura nella scelta delle parole, la cura nella scelta delle citazioni, la cura nel selezionare dei contenuti musicali e delle immagini che siano in qualche modo l’espressione in altra forma degli stessi contenuti. Perché sono questi i gesti che forse più di tutti ci offrono la possibilità di entrare in contatto col l’anima dei nostri lettori. A partire dal desiderio di donar loro una lettura nata dalla cura e che sia cura. 

Etica-mente nasce, dunque,  dal desiderio di accogliere quel rumore e trasformarlo in melodie da condividere con l’altro. Il tutto con uno stile fresco, vivace e stimolante, quello che non può non contraddistinguere ragazzi universitari in formazione e giovani che della ricerca hanno fatto il loro stile di vita. Etica-mente è infatti anche il luogo della parola che vuole aprire mondi da esplorare e da approfondire con pazienza, curiosità e voglia di imparare. Ci siamo ritrovati di fronte a tematiche nuove, idee diverse, competenze che prima non avevamo, il tutto in un clima di dialogo costruttivo con persone di una cultura sconfinata dalle quali non si può far altro che imparare. Etica-mente, infatti, va al di là del solipsismo individualistico che tanto spesso caratterizza il mondo moderno in cui viviamo. Si vengono a creare delle dimensioni di scambio attraverso il dialogo, inteso proprio come lo intendevano i greci, ma svolto con tutti gli strumenti che tanto hanno caratterizzato questi ultimi mesi. E attraverso la parola si sono create delle connessioni tra persone. 

In un momento storico in cui quando incontriamo un amico siamo costretti a chiedergli “come vuoi che ti saluti?”, Etica-mente vuole essere un po’ come un tocco che non tocca, come l’abbraccio che eticamente non possiamo darci ma che ci diamo attraverso la forza pervasiva della parola.

«Nel frattempo il progetto si è consolidato, ha coinvolto altre persone. È diventato un magazine. E diventerà a breve anche una rivista. Le cose diventano ciò che pensiamo possano diventare», con queste parole il prof. Massimo Vittorio, ideatore e curatore del progetto, ci ha di recente comunicato gli ultimi progressi. Grati per tutto questo e felici di farne parte, allora, non possiamo che augurarci di migliorare e crescere ancora.

E che le parole di Etica-mente siano luce, che siano un abbraccio etico caloroso, una porta verso nuovi mondi da scoprire che portino allo scambio e al libero arricchimento reciproco attraverso il dialogo, nell’incontro con la diversità dell’altro.